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Esiste l’emozione nella fotografia? Quell’emozione che a volte proviamo quando osserviamo gli scatti d’epoca, che ci portano indietro nel tempo, o le opere di alcuni fotografi famosi (a buon ragione) che ci lasciano a bocca aperta…

Si esiste ancora l’emozione nella fotografia, ma la continua ricerca della perfezione tecnica, dei megapixel estremi, della nitidezza all’ennesimo ingrandimento, la sta facendo passare in secondo piano.

Eppure è bello dare un’emozione al nostro prossimo, anche solo con uno scatto.

Questo è per noi l’obiettivo da raggiungere, tutte le volte che mettiamo la macchina al collo. Sia una gita, un matrimonio o una sessione in studio, evitiamo come la peste la passività dello scatto “così com’è” cercando invece di suscitare, in primis a noi e, successivamente, a chi osserverà la foto, un piccolo sussulto, un sorriso, una voglia di tornare sull’immagine più volte, di non lasciarla cadere nell’oblio di un archivio.

La foto affascina e rimane impressa nella mente quando, chi l’osserva, prova un qualcosa in più rispetto alla mera considerazione positiva dell’immagine che ha davanti. Quasi da sentirsi protagonista e autore dello scatto, percependo, seppur lievemente, quello che ha provato il fotografo catturando e interpretando il momento.

Di belle immagini siamo circondati, basta fare una ricerca in internet su un soggetto qualsiasi e voilà centinaia di foto a nostra disposizione. Volere distinguere le proprie opere da questa valanga di immagini significa non solo “guardare e osservare” ma anche, e soprattutto “interiorizzare e interpretare”, dare un significato emotivo a quanto ci sta di fronte, e solo alla fine scattare.

La tecnica, la perfezione. Il rispetto di tutte le regole che la scuola ci insegna non viene mai meno, la nostra autocritica durante la visione dei lavori verte molto sul risultato tecnico, ma per noi non sarà mai un vincolo. Che sarà mai un mosso inaspettato, o un errore di messa a fuoco, se ciò non pregiudica il risultato evocativo che ci si aspettava.

Da sempre ci siamo imposti dei “compiti a casa” che ci aiutano a percepire la bellezza anche dove normalmente non la ci si aspetta; cantieri, ponti e viadotti etc.. Qui cerchiamo la foto esercitandoci prima nella nostra testa, e poi, solo se quanto abbiamo in mente ci soddisfa accendiamo la macchina. In questo modo viviamo l’emozione prima dello scatto, percependo che quello che stiamo per immortalare ci piacerà e potrà essere condiviso. La post produzione? per noi un importante strumento, un pennello fantastico per esaltare lo scatto, per portare l’osservatore alla lettura della fotografia nel suo significato evocativo.

Non cercateci quindi se quello che volete è una foto normale, passiva. Non vi metteremo mai in posa per avere uno scatto banale come ce ne sono tanti in giro. Cercheremo invece di farvi giocare con noi, conoscendoci prima del set, prendendo magari un aperitivo insieme per chiacchierare un po’, per conoscere meglio le vostre attitudini, le vostre passioni.

Buona visione

Ezio e Sara


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